La paura degli esausti

Qui nascono le storie!

Oggi il ‘blocco domenicale’ arriva di sera, quando dopo il tramonto si dice che i morti possano di nuovo camminare tra i vivi.

Soltanto ora una fiamma accesa lasciata fuori dalla porta permetterà ai nostri avi di ritrovare la strada di casa perché possano tornare alle proprie famiglie.

Soltanto ora un piatto lasciato alla finestra li accoglierà e loro potranno così sedersi di nuovo alla nostra tavola, sapendo dove trovarci per garantirci protezione e fortuna.

Bleah. Un po’ grottesco, no?

Halloween, come lo chiamiamo ormai tutti, è una delle mie feste preferite. Come cosmopolita non mi faccio mai troppi problemi quando si tratta di prendere in prestito una scusa per festeggiare (Popolo di Salem, I’m in!), ma come appassionato lettore di antropologia e appassionato scrittore ho scavato tanto nella zucca di Ognissanti da assaporarne gli strati più polposi.

Avete mai letto lo stupendo saggio di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi?

Saltiamo i preamboli e le polemiche. Sappiamo tutti che Halloween è una festa americana, ma che le tradizioni di cui è una risultante meravigliosa e carnascialesca sono europee e pure molto molto italiane?

Proprio così! Dai tempi dei Saturnali romani (che arrivavano a cavallo col Natale) questo è il periodo dell’anno che ‘gira al contrario’, in cui gli opposti si attraggono e si confondono gli uni con gli altri. Il bello è brutto e il brutto è bello, recitavano le streghe del Macbeth. La vita è morte e la morte è vita. Un periodo in cui le tenebre coprono ogni cosa e lasciano spazio alle nostre più inquietanti fantasie.

E così ritroviamo nelle nostre campagne ancora la sopravvivenza di queste antiche usanze. Pensate alle lumasse del Polesine, che erano zucche intagliate e usate come fiaccole per le celebrazioni dei defunti.

I lari, gli spiriti degli antenati di cui gli antichi romani avevano fatto un culto, vengono in un certo senso ancora ricordati in questi giorni dell’anno che coincidono con le celebrazioni cattoliche dei Santi e dei Morti.

I celti poi, ma ormai lo sanno anche le zucche svuotate, festeggiavano la fine del raccolto: il Samhain. Periodo di confine verso la stagione più oscura e fredda, in cui per l’appunto le creature dell’Altromondo, gli Aos Sì, potevano venire in contatto con il nostro mondo.

Chissenefrega, Bortolotti: cosa c’entra tutto questo con la scrittura?

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