La Morte e Miracoli

Scrivere un romanzo en plein air

Quando ho deciso di aprire la mia bottega creando IL BLOCCO DELLO SCRITTORE è stato quasi automatico, per me, tentare il rilancio immediato. Bum.

Mi son detto che se fossi riuscito a raccontare ogni settimana qualcosa di questi ventidue anni di esperienza con la scrittura - qualcosa di utile non solo per i narratori in erba, ma anche per chiunque scriva tutt’altro, - perché non avrei potuto fare di più?

Perché non avrei potuto fare quello che altri avevano fatto per me?

Voglio tentare di mostrarti come lavoro, come funziona il mio processo creativo - bello o brutto, grezzo o raffinato - e far entrare chiunque voglia nel mondo che sto creando MENTRE lo sto creando. In fieri, come si dice in latino.

Se te lo stai chiedendo, la risposta è no. Mai fatto prima d’ora. Nemmeno a pagamento, nemmeno per scommessa o ricatto. Nemmeno per mia moglie - per cui farei qualunque cosa, - nemmeno per uno dei tanti corsi e bootcamp che ho gestito negli anni.

Non c’è niente di più intimo di questo, a parte l’intimo-intimo, ma dubito che ti interessino davvero le mutande dello scrittore.

Scrivere facendoti vedere passo passo che cosa penso e faccio significa farti entrare nella mia testa.
Benvenuto almeno in una sua grossa parte!
Laggiù, esatto. Entra!
Eccoci nel giardino di mondi possibili che fioriscono davanti al terzo occhio dello scrittore («uhm, forse messa giù così è un po’ troppo mistica, come immagine» disse ammiccando, facendo il terzo occhiolino); proprio lì, nel giardino, tra i suoi sentieri che si biforcano.

Ebbene, aspetta che prendo fiato. Che periodo lungo che ho scritto! Tutto intricato… Uffi.
Ebbene - respira anche tu, mentre faccio la voce solenne - si chiude il giorno dei morti!

Chissenefrega Bortolotti, dirai tu. Anzi no. Ce ne frega, perché in questo giorno ho deciso di cominciare a raccontarti il mio nuovo romanzo. E non è un caso. E il romanzo non c’è ancora!

Ho deciso di costruirlo davanti ai tuoi occhi e di pubblicare le bozze di ciascun capitolo man mano che ne scrivo uno nuovo.
Sudo già.

Prima di scrivere il romanzo vero e proprio, però, c’è molto lavoro da fare!
Suderemo insieme.

Dovrò chiudere un’idea, un concept, un mondo narrativo.
Dovrò farti vedere come l’ho partorito (è molto meno doloroso di un parto, gli scrittori uomini sono tutti così drammatici, non trovi?) e farti entrare nel mio processo creativo: un viaggio tra studio, brainstorming e un sacco di altri nomi inglesi a cui troverò una parola italiana che mi piace, altrimenti me la inventerò.
Come spazzapensieri. È il mio modo di chiamare la pratica più importante di tutte per la creatività e la produttività: scrivere quello che ci passa per la testa. Perché passa, e potrebbe non tornare più. E se tornasse potrebbe ossessionarci finché non ce ne liberiamo. Scrivere ci alleggerisce la testa e ci permette di ragionare più lucidamente. Torneremo sullo spazzapensieri… Sto divagando perché sono emozionato.

Per ora ti basti questo:

il romanzo che vedrai nascere fra le pagine del BLOCCO è un thriller, un poliziesco dai toni grotteschi e orrorifici, la cui protagonista e principale ‘detective’ altri non è che la Morte in persona.
Non si tratta della Morte astratta, poetica e cupa dei poeti, e nemmeno della Morte comica e solenne allo stesso tempo dello straordinario Terry Pratchett. Non è la Morte del Sandman di Gaiman e nemmeno quella di Christopher Moore.
È una Morte quasi umana, suo malgrado. Perché ha passato un’eternità al fianco delle persone. Ha un nome e un cognome che ci spiazza un poco: si chiama Vita (già, tanto che differenza fa fra la vita e la morte?).
Vita Zanato, è il nome. Di mestiere, a quel che dice, dirige un’agenzia di pompe funebri. Polizia mortuaria. Nella bassa emiliana. Fin qui tutto abbastanza… prevedibile.
Quello che Vita non aveva previsto è una serie di decessi che non rientrano nei suoi programmi e che le sballano i conti. Decessi sui quali decide di mettersi a indagare.
È a questo punto che incontra un uomo, Marco Miracoli, e… qualcosa dentro di lei cambia all’improvviso.

‘La Morte e Miracoli’ è il titolo di lavorazione di questo progetto e non vedo l’ora di raccontarti com’è nata questa idea e quali tecniche sto usando per svilupparla.

Spero che mi darai i tuoi feedback e che questo folle esperimento divertirà entrambi. Nella sua ruvida nudità.

Sono elettrizzato. Terrorizzato. Felice.

In questo caso, la Morte è quantomai salutare, e anche salutare è piuttosto salutare, specialmente quando si rischia di diventare noiosi. Quindi io ti saluto.

Ti aspetto fra le righe.